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Tipi di giradischi - Parte 1: Azionamento e funzionamento

26 ott 2026·Autore: Mario Weiler·Ultimo aggiornamento: 27 ott 2026

Guida · Giradischi · Parte 1 di 3

Tipi di giradischi, parte 1: struttura, trazione, utilizzo e preamplificatore phono

Non tutti i giradischi sono uguali. Nella prima parte della nostra serie parliamo delle basi: come è costruito un giradischi, quali tipi di trazione esistono, quanta automazione le serve e se è opportuno un preamplificatore phono integrato.

Tempo di lettura: circa 5 minuti4 capitoliCon grafici e tabelle
Illustrazione di un giradischi a trazione a cinghia, vista dall’alto
Serie di guide: tipi di giradischi
Parte 1 · Sta leggendo
Struttura, trazione, utilizzo e preamplificatore phono
Parte 2
Meccanica, piatto, materiali, perni e high end
Parte 3
Bracci, testine e consigli per l’acquisto
Contenuto di questa parte
01Struttura di un giradischi
02Tipi di trazione
03Da manuale ad automatico
04Con o senza preamplificatore phono
01

Come è costruito un giradischi

Prima di esaminare i singoli tipi, vale la pena dare uno sguardo ai componenti di base. Ogni giradischi – dal modello entry level alla meccanica di riferimento – è composto dagli stessi elementi. Le differenze stanno nel modo in cui questi elementi vengono progettati, supportati e combinati.

Struttura di un giradischi con componenti numerati: base, piatto, perno, braccio, testina, contrappeso, base del braccio, motore, cinghia e comandi
1
Base (plinto)

Involucro e telaio. Sostiene tutti i componenti e deve trasmettere il meno possibile le risonanze.

2
Piatto

Fa girare il disco esattamente a 33⅓ o 45 giri al minuto. Massa e materiale determinano la stabilità di rotazione.

3
Perno del piatto

L’asse su cui ruota il piatto. Il suo rumore di funzionamento non deve mai diventare udibile.

4
Braccio

Guida la testina nel solco con precisione e con il minimo attrito possibile.

5
Testina

Converte le minuscole oscillazioni del solco in un segnale elettrico.

6
Contrappeso

Regola la corretta pressione d’appoggio della puntina, di solito tra 1,5 e 2,5 grammi.

7
Base del braccio con alzabraccio

Supporto del braccio con antiskating e alzabraccio per un appoggio delicato.

8
Motore con puleggia

Genera il movimento rotatorio. La puleggia determina il rapporto di trasmissione.

9
Cinghia di trasmissione

Trasmette la forza dal motore al piatto – nella trazione a cinghia.

10
Comandi

Accensione/spegnimento, selezione della velocità e, nei modelli automatici, anche avvio e arresto.

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02

Tipi di trazione: cinghia, diretta, puleggia, filo

La domanda più importante per ogni giradischi è: come viene messo in movimento il piatto? L’obiettivo è sempre una rotazione perfettamente regolare, senza vibrazioni. Si sono affermati quattro principi di trazione – ognuno con una propria storia e un proprio carattere.

Schema della trazione a cinghia: la puleggia del motore aziona il sottopiatto tramite una cinghia
Trazione a cinghia

Una cinghia in elastomero o piatta collega il motore al piatto o al sottopiatto. La cinghia disaccoppia efficacemente le vibrazioni del motore – per questo è il principio più diffuso nell’hi-fi, dal modello entry level alla meccanica high end.

Schema della trazione diretta: il piatto poggia direttamente sul rotore del motore
Trazione diretta

Il piatto poggia direttamente sul rotore di un motore a bassa velocità, regolato da un’elettronica al quarzo o PLL. Da quando Technics presentò l’SP-10 nel 1970, è sinonimo di velocità esatta, coppia elevata e avvio fulmineo.

Schema della trazione a puleggia: una ruota di frizione trasmette la forza dal motore al bordo del piatto
Trazione a puleggia (idler)

Una ruota gommata (in inglese: idler) trasmette la forza dal motore al bordo interno del piatto. Classici come il Garrard 301 o il Lenco L75 sono venerati per il loro suono potente e dinamico e ancora oggi vengono restaurati con passione.

Schema della trazione a filo: un filo sottile collega il motore separato al piatto
Trazione a filo

Al posto di una cinghia, un filo sottile e praticamente inestensibile aziona il piatto. Trasmette la velocità con particolare precisione – di solito su meccaniche high end a massa elevata con motore separato.

Trazione Stabilità di rotazione Disaccoppiamento dal motore Tempo di avvio Impiego tipico
Cinghia molto buona molto buono alcuni secondi Hi-fi dall’entry level all’high end
Diretta eccellente dipende dalla qualità del motore brevissimo DJ, studio, hi-fi
Puleggia molto buona impegnativo breve Classici vintage, appassionati
Filo eccellente molto buono più lungo Meccaniche high end a massa elevata
Buono a sapersi

Conta più la realizzazione del principio. Una trazione diretta ben fatta può essere superiore a una semplice trazione a cinghia – e viceversa. Presti attenzione anche al motore: le meccaniche di qualità utilizzano motori a regolazione elettronica, talvolta con alimentatore esterno o alloggiamento del motore separato.

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03

Manuale, semiautomatico o automatico

Un’altra importante differenza è la comodità d’uso. Si va dal funzionamento manuale purista al giradischi che, premendo un tasto, fa tutto da solo.

Operazione Manuale Semiautomatico Automatico
Portare il braccio sul disco
Abbassare il braccio
Sollevarlo a fine disco
Riportare il braccio in posizione
Spegnere il motore

automatico a mano

Manuale

Il braccio si appoggia a mano o con l’alzabraccio e a fine lato lo si solleva da sé. Meno meccanica significa meno influenze sul braccio – per questo quasi tutti i giradischi orientati al suono e high end sono manuali.

Semiautomatico

Si avvia a mano; a fine disco il giradischi solleva da solo il braccio, lo riporta in posizione e si spegne. Un buon compromesso per chi non vuole alzarsi subito dopo l’ultimo solco.

Automatico

Basta premere un tasto: il giradischi appoggia il braccio, riproduce il lato e torna in posizione. Ideale per chi inizia e per chi desidera il massimo comfort. Molti modelli scelgono anche il punto di appoggio giusto in base al formato del disco.

Buono a sapersi

I termini non vengono usati in modo del tutto uniforme: alcuni «semiautomatici» si limitano a sollevare il braccio e fermare il motore, senza riportarlo indietro. Uno sguardo alla descrizione dell’articolo aiuta. In passato esistevano inoltre i cambiadischi – soprattutto di Dual – che riproducevano più dischi uno dopo l’altro.

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04

Con o senza preamplificatore phono

Una testina fornisce un segnale minimo: i sistemi a magnete mobile (MM) circa da 2 a 5 millivolt, quelli a bobina mobile (MC) spesso solo da 0,2 a 0,5 millivolt. Inoltre, durante l’incisione del disco la musica viene equalizzata secondo la norma RIAA: i bassi vengono attenuati, gli alti enfatizzati. Un preamplificatore phono porta il segnale a livello linea e inverte esattamente questa equalizzazione – solo così un normale ingresso dell’amplificatore può gestirlo.

Che il preamplificatore phono si trovi nel giradischi, nell’amplificatore o in un apparecchio separato è un criterio di distinzione importante:

Giradischi senza preamplificatore phono
Giradischi
→
Preamplificatore phono (esterno o nell’amplificatore)
→
Amplificatore
→
Diffusori
Giradischi con preamplificatore phono integrato
Giradischi con preamplificatore phono
→
Amplificatore (ingresso linea)
→
Diffusori
Soluzione compatta
Giradischi con preamplificatore phono
→
Diffusori attivi
Senza preamplificatore phono

La via classica: flessibile e aggiornabile. Ideale se il suo amplificatore ha un ingresso phono o se desidera usare un preamplificatore phono separato di qualità.

Con preamplificatore phono integrato

Di solito commutabile tra phono e linea tramite un interruttore. Si collega a qualsiasi ingresso linea e direttamente a diffusori attivi – pratico per impianti moderni senza ingresso phono.

Con uscita USB

Un convertitore analogico-digitale integrato trasferisce la musica al computer. Ideale per digitalizzare la sua collezione di dischi.

Con Bluetooth

Invia la musica senza fili a diffusori o cuffie. Comodo – ma la trasmissione radio comporta compromessi sul suono.

Con altoparlanti integrati

I giradischi a valigetta e retrò hanno tutto a bordo. Un inizio semplice, ma dal punto di vista sonoro non paragonabile a un impianto hi-fi.

Buono a sapersi

Verifichi se il suo amplificatore ha un ingresso contrassegnato «Phono». Se manca, le serve un giradischi con preamplificatore integrato o un preamplificatore phono separato. Molti giradischi hanno inoltre un morsetto di massa (GND): evita il ronzio.

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Continua la serie

Parte 2: meccanica, piatto, materiali, perni e high end

Nella seconda parte della nostra serie entriamo più a fondo nella costruzione: i concetti di meccanica, dalle meccaniche a massa elevata a quelle con sottotelaio sospeso, piatto e sottopiatto, basi in legno, alluminio, acrilico o pietra, i diversi perni del piatto – e soluzioni high end come l’aspirazione sottovuoto e i cuscinetti ad aria.

Serie di guide: tipi di giradischi
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Bracci, testine e consigli per l’acquisto

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